Con il Decreto MIMIT del 30 giugno 2025, prende forma un nuovo capitolo nel sostegno alle piccole e medie imprese italiane impegnate nella transizione energetica. A partire dall’8 luglio 2025, sarà possibile presentare domanda per accedere agli incentivi a fondo perduto destinati a finanziare impianti fotovoltaici, minieolici e sistemi di accumulo per l’autoproduzione e l’autoconsumo energetico.
La misura, inquadrata nell’ambito del PNRR – Missione 7, Investimento 16, prevede uno stanziamento complessivo di oltre 178 milioni di euro, con quote riservate per Sud e microimprese, e si configura come uno degli strumenti più concreti di rafforzamento della competitività green del tessuto produttivo nazionale.
Fotovoltaico e PMI: un’alleanza strategica per la sostenibilità
L’iniziativa non nasce dal nulla: rappresenta il naturale proseguimento dello sportello agevolativo avviato con il decreto del 14 marzo 2025, e ora rifinanziato e rimodulato per migliorare l’accesso e semplificare le procedure.
Obiettivo dichiarato: favorire l’autonomia energetica delle PMI riducendo i costi strutturali di approvvigionamento e abbattendo le emissioni, attraverso l’installazione di impianti a fonti rinnovabili.
Chi può accedere: beneficiari e requisiti
L’incentivo si rivolge alle PMI operanti su tutto il territorio nazionale, ad esclusione delle imprese:
- del settore carbonifero;
- della produzione primaria di prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
- che non rispettano il principio DNSH (“Do No Significant Harm”), ai sensi del Regolamento UE 852/2020.
Sono ammesse sia le micro, piccole che medie imprese, con riserva del 40% dei fondiper:
- le Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia);
- le micro e piccole imprese, che risultano spesso più vulnerabili ai rincari energetici.
Cosa si può finanziare: gli interventi ammessi
I programmi di investimento devono prevedere l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, attraverso:
- impianti solari fotovoltaici;
- impianti minieolici;
- sistemi di accumulo/stoccaggio “dietro il contatore”, per l’autoconsumo differito;
- diagnosi energetica.
Sono ammissibili spese tra i 30.000 e 1.000.000 euro, con contributi così modulati:
| Tipologia di impresa/intervento | Contributo massimo concedibile |
| Micro e piccole imprese | 40% a fondo perduto |
| Medie imprese | 30% a fondo perduto |
| Sistemi di accumulo | 30% aggiuntivo |
| Diagnosi energetica | 50% |
È prevista una procedura valutativa a graduatoria, che terrà conto di criteri di priorità ambientale, economica e territoriale.
Come presentare domanda: procedura e tempistiche
Le domande di agevolazione dovranno essere presentate online, esclusivamente tramite la piattaforma digitale disponibile sul sito di Invitalia (www.invitalia.it).
Finestra temporale:
Apertura: 8 luglio 2025, ore 12.00
Chiusura: 30 settembre 2025, ore 12.00
L’accesso alla piattaforma è riservato a:
- il legale rappresentante dell’impresa;
- o un delegato formalmente autorizzato, tramite SPID, CIE o CNS.
Saranno resi disponibili in anticipo:
- modelli di domanda;
- istruzioni operative;
- checklist dei documenti da allegare.
Un’occasione concreta per ridurre costi e emissioni
L’apertura dello sportello rappresenta un’occasione concreta per quelle PMI che intendono investire in sostenibilità e indipendenza energetica, in un contesto in cui i costi dell’energia restano volatili e l’obbligo di transizione ambientale è sempre più stringente.
Secondo recenti stime del MIMIT, un impianto fotovoltaico da 80-100 kWp può coprire fino al 70% del fabbisogno energetico di una piccola impresa manifatturiera, garantendo un ritorno economico in 3-5 anni e benefici ambientali immediati.
Conclusione: energia pulita, competitività e territorio
Questa misura si inserisce in una strategia nazionale che vuole rilanciare l’industria italiana partendo da una risorsa abbondante e ancora sottoutilizzata: l’energia solare.
Sostenere le PMI nella scelta dell’autoproduzione energetica significa:
- rafforzare la resilienza produttiva;
- ridurre l’impatto ambientale;
- rilanciare le aree svantaggiate con priorità al Sud.
In un’economia che corre verso la decarbonizzazione, questa è una leva concreta per passare dalle parole ai fatti.
di Edoardo Di Trolio
